2016_05_15 Sella del Diavolo - GGC

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Ancora in Sella

14/15 Maggio 2016

Quindici anni non sono pochi. Tanti ne sono passati dalla nostra “prima volta” a Monumenti aperti, quando nel 2001 lo speleoamico Franco ci ha proposto di occuparci delle visite alla torre di san Pancrazio. Accompagnare i visitatori sulle ripidissime scale in legno era un compito adatto ad  un gruppo speleo, abituato a gestire le fobie degli inesperti davanti al vuoto e infatti andò benissimo.

L’amore per la Sella del diavolo nacque tre anni dopo e anche se è stato un amore un po’ litigarello , con qualche scappatella verso la speleologia urbana (rifugio sotterraneo galleria don Bosco, cisterne e cave dell’orto botanico), in fondo non l’abbiamo mai tradito.
Per questo anche quest’anno ci siamo riproposti per gestire le visite sul promontorio. Tante cose sono cambiate nel frattempo e soprattutto per me è inevitabile notarle, ma non voglio far di questa paginetta un lacrimoso amarcord.
Perché dell’edizione di quest’anno ci sono delle belle cose da raccontare.
In un gruppo che ormai ha superato gli 80 soci, ovviamente ci si divide ed è normale che ogni fine settimana ci sia più di un’uscita. Un’offerta varia ed allettante di prospezioni in superficie, disostruzioni, studi, visite, campi di Federazione con un appeal decisamente superiore ad un weekend fuori porta, a fare, nella migliore delle ipotesi, tre chilometri di passeggiata su un percorso che conosciamo come le nostre tasche.
Confesso che per qualche settimana sono stata scettica sulla possibilità di riuscire a mettere insieme un gruppetto minimo per gestire le visite, però il miracolo si è avverato: Myriam, Daniela, Paolo e Giuliana sono state una certezza e abbiamo costituito il nucleo intorno al quale si sono aggregati gli altri amici: Ugo, Marco, Manu, Andrea,  Enrico, Gabriele, Fabrizio, Veronica, Elisa, Riccardo, Riccardo, Francesco, Roberto…
Abbiamo fatto i viaggi di studio! Capeggiati da Alessio, naturalista, e Alessandro, geologo, abbiamo spulciato il promontorio riconoscendo piante, rocce, fossili, fiori, abbiamo incamerato tutte le notizie e ci siamo fatti delle dispense didattiche  che staranno in sede, pronte per le prossime edizioni.
Durante i giorni della manifestazioni gli organizzatori questa volta ci hanno un po’ coccolato: ci hanno fornito un gazebo bello solido( e meno male perché tra vento e pioggia è stato molto utile), ci hanno fatto piazzare i bagni chimici. Si può essere contenti di avere i servizi igienici? Eh si, soprattutto se l’alternativa è prendere la macchina e andare a cercare un bar….
La mattina di sabato ci siamo dedicati a predisporre il punto di accoglienza: addobbo del gazebo con poster, magliette, serie storica dei depliant, registro delle presenze e largo sorriso per gli attesi visitatori. Saranno state le spese al centro commerciale, sarà stato il maltempo, ma il gruppo del sabato mattina è stato piuttosto sparuto. La sera il Cagliari disputava la partita che ha siglato il ritorno in serie A, a noi è arrivato giusto l’eco dei cori dei tifosi dal vicino stadio. Ci ha pensato un vento ancora piuttosto teso a fare da amplificatore.
La domenica i centri commerciali erano forse meno affollati, ma in compenso si disputava la maratona di Cagliari e molti cagliaritani hanno preferito, a giudicare dai numeri, trattenersi in centro  su monumenti di richiamo, vicini fra loro e quindi visitabili senza troppi spostamenti: l’orto botanico, l’orto dei cappuccini, i sotterranei dei salesiani.
Al di là del dato numerico delle 150 firme sul registro, la soddisfazione resta. Ci sono ancora nostri concittadini che non hanno mai visitato il promontorio e l’hanno fatto per la prima volta con noi. Fa piacere. Ci sono state diverse persone che hanno scelto di fare il percorso in autonomia; hanno potuto godere della suggestione del panorama, ma si sono perse il valore aggiunto del patrimonio  di storia e di valore naturalistico che noi li avremmo aiutati ad apprezzare. Per dirla tutta, si sono perse la guida di Myriam e Daniela che davvero meritavano, per il loro entusiasmo e la ricchezza di notizie ed aneddoti che hanno sfoderato.

Sono tanti i ragazzi che percorrono il sentiero in mountain bike. Non abbiamo avuto problemi e quelli che abbiamo incontrato sono stati educati e attenti anche alla nostra incolumità, ma personalmente mi chiedo fino a che punto il carico di visitatori potrà continuare a crescere….
L’aspetto più bello, che non è cambiato di una virgola dalla prima edizione di Monumenti aperti a questa, è la forza di aggregazione creata dal gestire insieme un evento, grande o piccolo che sia, condividere il lavorio dei preparativi, aiutarsi a vicenda e sentirsi tutti partecipi in ugual misura del risultato.
Bello.
Da rifare senz’altro.

Carmen Locci


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