2017_01_08 Peltosu - GGC

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“Sa Ucca ‘e su Peltusu” - Cossoine
Numero catastale 1572

08 Gennaio 2017


Maturai l’idea di vedere questa grotta quasi un anno fa, quando feci un giro nella zona di Cossoine con Dany ed Enrico P. per localizzare gli ingressi e valutare la logistica anche di alcune altre cavità vicine. Tutto sempre per uscire dagli schemi delle “solite” grotte. Quando lessi che Alessio si sarebbe dovuto preoccupare dell’ imminente escursione sociale  la mia proposta di valutazione non si fece attendere.
Il rilievo della grotta indicava uno sviluppo di oltre 3 Km, tre ingressi di cui due all’ estremità opposta della grotta rispetto al primo, e faceva intuire una progressione reale e abbastanza semplice di quasi 1,5 Km.... piuttosto appagante per un neofita direi...
L’ idea poi di vedere questo fantomatico giacimento di ostriche nere chiudeva i cerchio.
Ed è così che quindi decidiamo di organizzare un’ uscita “valutativa” a Sa ucca ‘e su Peltusu....

Oltre a me, all’ appuntamento cagliaritano ci sono Alessio, Fabrizio, Veronica, Alexandra, Arianna e Miriam dello Spano. A Tramatza, alle 9.00, in occasione dello stop colazione si uniscono Elisa, Nicola, Lello ed Enrico V.
Alle 10.15 parcheggiamo le macchine a destinazione mentre il tempo ci mostra clemenza.
Durante i preparativi sopraggiunge una macchina, con due ragazzi a bordo, che si avvicina timidamente.... si abbassa un finestrino ed una voce meravigliata, dopo due secondi, chiede “Ma dovete entrare a Su Peltusu?”.....”Yesss” rispondiamo....
Ci sono voluti altri due secondi per apprendere che erano due speleo del gruppo di Thiesi, conosciuti da Alessio e Nicola, ed anche loro li per la stessa grotta.....
Ok, alle 10.45 siamo di fronte all’ ingresso non più in 11, ma in 13.
Complici le scarsissime precipitazioni di questo periodo, la parte iniziale della grotta, che io avevo visto in passato con un palmo d’acqua, è totalmente in secca e la temperatura dell’ aria interna è gradevolmente alta.
Dopo un primo tratto di una trentina di metri da percorrere a carponi, la grotta si apre e mostra il suo carattere meandriforme , la cui scarsità di concrezionamento e ripagata dalla bellezza dell’ opera di scavo effettuata prepotentemente dall’ acqua ovunque.
Attraversiamo la prima metà della grotta sui rami fossili alti, rimanendo quindi abbastanza lontani dall’ acqua; una progressione abbastanza vivace, qualche traversino, qualche strettoia, qualche disarrampicata attrezzabile eventualmente per far provare l’emozione della corda ad un ipotetico visitatore accompagnato..... Tanto già basterebbe per un’ uscita sociale....
Qualche ostrica incastonata quà e là e pipistrelli ovunque attirano la nostra attenzione.
A questo punto però decidiamo di proseguire per vedere la seconda metà della grotta uscendo dalla parte opposta della montagna per poi tornare alle macchine dall’ esterno.
Lo scotto da pagare sarà quello di stare sempre a bagno con l’ acqua a volte sopra la cintola.
Una grotta allagata credo abbia un fascino tutto suo e qui non si è fatta eccezione: stillicidio, laghetti ed acque cristalline ovunque.
Lo spettacolo in realtà è stato giungere nella lunga galleria delle ostriche, dove queste ricoprivano numerosissime pareti e volta, perfettamente esposte e conservate. Era possibile trovare esemplari che, dopo aver perso una valva esponevano l’ interno perfettamente fossilizzato.
Pienamente soddisfatti, dopo tre ore scarse, usciamo dalla parte opposta del Monte Castanza che quindi scavalchiamo molto agevolmente in una ventina di minuti sino alle macchine.
Pranziamo verso le 15 e per cena siamo tutti nelle proprie case. Nonostante fossimo in 13 e la tenuto conto della lunghezza della grotta le tempistiche sono state quindi ottime.
Oltre a tutto questo c’è poi da considerare una logistica niente male: lasciata la SS131 si arriva al parcheggio in soli dieci minuti di asfalto, l’ avvicinamento è ridicolo e a poche centinaia di metri c’è anche il santuario di Santa Maria de Iscalas in un punto da cui si gode di un panorama stupendo e ci si può organizzare per mangiare.
Credo che, ferme restando le condizioni attuali della grotta (vedi quantità d’acqua), ci sarebbe il tanto per organizzarci un uscita con l’opzione, per i più intraprendenti, del percorso completo, offrendo la possibilità di una speleo-esperienza più significativa.
Un caro saluto e ringraziamento lo rivolgo in particolare a tutti i compagni nella giornata passata assieme.

Gabriele Zannotti



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