Anni 1980-2000 - GGC

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Gli anni dal 1980 al 2000 circa...

Come fare a scrivere una storia del Gruppo tentando di essere obiettivi ma con la coscienza di essere coinvolti emotivamente fino al collo?
Ci tenterò lo stesso, rendendomi ben conto che andrò incontro inevitabilmente ad errori, che tenterò di vedere le cose solo “a modo mio”, che mi dimenticherò sicuramente qualcosa o qualcuno. A coloro che si potranno sentire scarsamente considerati in queste righe, vanno fin d’ora le mie scuse, con la promessa che cercherò comunque di fare del mio meglio per ricostruire questo periodo di vita che va dagli anni ’80 ad oggi.
Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 si stava creando, lentamente, un avvicendamento tra le persone che avevano trainato il gruppo sino ad allora (faccio solo alcuni nomi: Onorio Petrini, Ercole Ambu, Patrizio Boccone) e un gruppo di giovani, o giovanissimi, che in parte è rimasto sinora al Gruppo. Era un periodo in cui, per andare in grotta, ci si vestiva ancora con tuta da meccanico o da ginnastica e il casco piezo biluce era ancora un optional per i più fortunati. Il Gruppo non era mai stato sino ad allora (né lo è stato in seguito) molto numeroso, ma il fatto di essere inserito all’interno del CAI portò dei benefici notevoli, per due ordini di motivi.
Il primo è che si frequentava un ambiente dove erano presenti alcuni scalatori, diciamo pure i pionieri isolani dell’arrampicata in Sardegna.
Il secondo è che si avevano contatti con la Scuola Nazionale di Speleologia CAI, quindi con un ambiente meno isolato e più ricco di stimoli per un gruppo non certo grande come il nostro.
Colui che ha personificato queste caratteristiche positive, proiettando il Gruppo verso il futuro è stato senza dubbio lo scomparso Mondo Liggi.
Forse più alpinista che speleologo, fortemente interessato a tutto ciò che riguardava la tecnica, ha avuto l’importante merito di essere il primo in Sardegna ad applicare e divulgare le tecniche di sola corda e un sistema d’armo piuttosto sicuro e raffinato.
Parallelamente venivano effettuate numerose uscite in palestra (faro e cala Fighera) armando, perfezionando la progressione, imparando l’autosoccorso in corda. In tutto ciò si è, da un lato, corso il rischio di diventare troppo “palestrari” e poco speleologi, ma dall’altro si è creato un nucleo di persone con buona formazione tecnica all’interno del Gruppo.
Sul fronte esplorativo i primi anni ’80 hanno visto attività esplorative sporadiche nei territori di Armungia, Villanovatulo, Orroli e nell’Iglesiente, con rilievi di alcune cavità. E’ con l’inizio delle esplorazioni a su Palu (gennaio ’82) che il Gruppo ha occasione di fare un salto di qualità, confrontandosi con un sistema complesso come quello della Codula e le sue difficoltà esplorative (risalite, campi interni, varietà degli ambienti). Si lavorava prevalentemente con l’allora nascente CSC, con cui si instaurò una proficua collaborazione durata a lungo. anche con lavori successivi in aree diverse (Codula Sisine ’84, monte Andau).
Nelle estati dell’82 e ’83 due campi nella zona di cala Sisine hanno portato alla scoperta di una zona ricchissima di potenzialità, con il rilievo di una dozzina di nuove cavità. A fine ’83 furono effettuate le misure di portata delle acque del White Nile e Blue Nile (su Palu), in vista di uno studio idrologico in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, studio andato poi a monte a causa della mancanza di particolari autorizzazioni.
Durante l’86 attività esplorativa degna di nota è stata quella svolta nell’isola di Tavolara e nel territorio di Silius. Ma l’impegno maggiore è stato riversato nelle attività presso la grotta Rolfo, durante un lavoro “intergruppi” che ha visto il GGC impegnato con numerose uscite di rilievo, ed esplorazioni che hanno dato la più grande soddisfazione con la scoperta del ramo “Pappina Pappina”, splendidamente concrezionato.
In questi anni, inoltre, veniva effettuato un lavoro piuttosto organico di esplorazione all’interno della grotta Donini, che dava i suoi frutti con la scoperta di circa 500 metri di nuovi rami (Sterreus e sa Turredda).
Gli anni seguenti vedono un’attività con più puntate in Supramonte (terreno di gioco quasi sconosciuto gli anni precedenti), con una serie di ricerche esterne e in grotta (su Clovu, Donini) senza particolari risultati. Fa eccezione un proficuo lavoro svolto al Flumineddu, con la documentazione di una decina di grotte in parete raggiungibili con spettacolari calate.
Iniziativa goliardica ma degna di nota è stata la prima “Inaugurazione dell’anno speleologico” (gennaio ’89) con la diaproiezione musicata “Strazi senza senso”, ove i personaggi in vista della speleologia isolana venivano messi alla berlina, diventando improbabili protagonisti di una vera e propria “telenovela”.
Nel 1986 in occasione di un campo in Supramonte di Orgosolo, in compagnia di un gruppo di novaresi, venivano scoperte delle prosecuzioni importanti nella voragine di su Disterru. Il lavoro di esplorazione e rilievo veniva portato a termine dal GSAGS.
Dopo molti anni di assenza dalle splendide gallerie di su Palu, Il GGC CAI vi torna (‘94/’95) riarmando le corde che salgono a “Disneyland” ed effettuandovi una risalita promettente e spettacolare quanto deludente nei risultati, resta la soddisfazione di aver reso accessibile una parte della grotta, praticamente off limits da una decina di anni a causa di armi vecchi e pericolosi.
Nello stesso periodo si è lavorato con numerose uscite alla disostruzione di un condotto presso il Flumineddu (“Tasonis”) scavandovi ex novo una decina di metri di cunicolo, senza però ulteriori risultati.
Migliore sorte è toccata a chi ha svolto ricerca esterna nella zona di Bacu Tenadili, portando ad alcune cavità non certo importanti ma comunque nuove.
Gli sforzi più grossi sono stati comunque rivolti, in questi ultimi anni, verso “Sa Rutta ‘e s’Edera”. Dopo numerose punte con risultati esplorativi modesti, la costanza è stata infine premiata con la scoperta di nuovi ambienti (rilevati sinora circa 2700 metri), in gran parte durante l’estate 1997. Tali scoperte sono state quanto mai significative se si considera che la grotta in questione non aveva ancora dato particolari novità da trent’anni a questa parte, e soprattutto in vista di ulteriori importanti sviluppi.





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