Corsi ed attivita’ divulgative - GGC

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Corsi ed attivita’ divulgative


Credo si possa dire senza tema di smentita che nell’ambito del panorama speleologico isolano, il GGC CAI abbia sempre dedicato particolare cura ed attenzione alla didattica.
Nei primissimi anni ’80 si è passati da una concezione più “goliardica” ad una più “tecnica” nell’organizzazione dei corsi. Si è detto addio ai corsi con 40 allievi nei quali, a fine corso, i migliori non sapevano fare un nodo o usare un discensore, per passare a corsi di qualità, dove l’insegnamento delle tecniche di sola corda ed una “infarinatura” di autosoccorso diventavano obbligatori.
Per riuscire in tale intento si è, naturalmente, dovuto ridurre drasticamente il numero degli allievi stabilendo un tetto di 15 o massimo 20 persone per corso, investendo parallelamente buona parte delle scarse risorse economiche del gruppo nell’acquisto di caschi piezo, discensori, bloccanti, che dopo anni di sacrifici ci hanno consentito di avere una quindicina di attrezzature complete. Ma l’aspetto più importante è che un gruppo di persone (istruttori patentati SNS o senza patacca) si è riunito un’infinità di volte per discutere, confrontarsi, decidere come impostare un corso, quali lezioni svolgervi e perché, in quali grotte andare e con quali motivi. Infine, per verificare l’attività svolta, cogliendo gli aspetti didatticamente più validi per cercare di eliminare quelli negativi.
Ritengo che questo sia stato uno dei momenti più qualificanti nella vita del Gruppo. Come è giusto motivo di orgoglio quello di essere stati i primi, in Sardegna, a svolgere corsi completamente in sola corda (il VII corso nell’84 e l’VIII nell’86 hanno sancito definitivamente questo passaggio, dopo alcuni esperimenti effettuati gli anni precedenti con stages di perfezionamento o post-corso). Nonostante le perplessità e le titubanze di alcuni (ne vale la pena di insegnare tutte queste cose a persone che non sappiamo neanche se resteranno?) il tempo ci ha dato ragione ed ora gran parte dei gruppi che svolgono corsi seguono un’impostazione simile.

Tra l’altro si è constatata l’utilità didattica delle forre armate con tecniche speleo che consentono all’allievo di eseguire una serie di manovre in ambiente impegnativo ma non ostile quanto la buia e fangosa grotta, e soprattutto sotto l’attento controllo visivo da parte di un istruttore non necessariamente vicinissimo. Vari stages di perfezionamento su corda o su tecniche d’armo si sono succeduti in questi anni, e nell’86 si è attuata un’iniziativa originale: il primo corso di introduzione alla speleologia per giovanissimi, dai 7 ai 14 anni, condotto in collaborazione con l’USC, che ha avuto la partecipazione di una quindicina di allievi. Fa piacere riflettere oggi sul fatto che negli ultimi anni l’Alpinismo Giovanile in ambito CAI sta sperimentando in tutta l’Italia iniziative simili.
La nostra iniziativa di allora non ha avuto seguito, però è da rilevare il contributo, seppur sporadico, fornito dal GGC alla Commissione Alpinismo Giovanile della Sezione di Cagliari dal ’94 ad oggi. Si è inoltre collaborato fattivamente a diversi corsi regionali organizzati dalla FSS.
Non sono mancate alcune iniziative di carattere nazionale (uniche in Sardegna di tale livello). nell’agosto ’87 il corso nazionale di perfezionamento tecnico della SNS, con una quarantina di partecipanti tra allievi ed istruttori. Nel suo ambito il convegno “Valorizzazione turistica e fruizione sociale delle grotte”, svoltosi ad Orgosolo in un delicato periodo in cui si paventava la “valorizzazione” di su Palu con tunnel, ascensori e colate di cemento e la costruzione di un nastro d’asfalto lungo la Codula, sino a cala Luna.
Ad Oliena, invece, nel ’92 un corso nazionale di specializzazione su forre e cavità con laghi, che ha fornito un’originale esperienza a speleologi continentali, abituati ad una dimensione “verticale” della speleologia.“Speleologia ed aree minerarie” è stato il titolo di un corso svoltosi a Fluminimaggiore nel ’96 in cui si sono esaminate le conseguenze dell’impatto delle strutture minerarie in un’area carsica, e le prospettive future di fruizione all’interno di un parco.
E’ in fase di preparazione, per il ’98, un corso nazionale sulla didattica; ci si propone di affrontare i temi di una comunicazione efficace all’interno di una lezione, di un corso, di una qualsiasi attività divulgativa. Temi, questi, che interessano in maniera “trasversale” come minimo gli speleo CAI ed SSI, e le varie scuole CAI dall’alpinismo allo sci.

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